Month: October 2013

Guida pratica allo stagno sul balcone – 1 : le linee guida

Prima parliamo delle linee guida:

1. Guardiamo a oriente: gran parte delle piante acquatiche ama il sole. Dove c’è acqua in linea generale non ci sono alberi, soprattutto se parliamo di stagni di una certa superficie. Il miglior compromesso tra luce e caldo è un balcone ad Est che ha il sole alla mattina. L’ordine potrebbe essere: Est, Ovest, Sud (ma bisogna prendere precauzioni), Nord.

2. Le dimensioni contano: maggiore è la superficie, maggiore è l’inerzia termica (le escursioni giorno/notte sono ridotte) e chimica (tamponamento e diluizione di eventuali squilibri temporanei). E poi alcune piante possono stare solo in spazi grandi. Secondo me sotto i 20 Litri può andare bene solo per un piccolo paludario.

3. La forma conta: la forma deve essere ben ragionata, dipende da cosa si vuole realizzare (palude o stagno e le piante scelte): da tenere presente il rapporto superficie volume che ha impatto su scambio gassoso, evaporazione, temperatura. Anche il colore conta, io suggerisco nero che ha il solo inconveniente di trattenere il calore, inconveniente a cui si può ovviare circondando il contenitore con una copertura areata.

4. No pesci: I pesci sono molto belli ma gli spazi su un balcone non sono compatibili con la loro presenza. Inoltre gli stagni in natura di solito sono privi di pesci, se sono presenti è è perché qualcuno li ha introdotti: quindi non si replicherebbe un sistema naturale.

5. Acqua ma anche terra:  fa da tampone, equilibra i contenuti chimici, nutre piante e animali. Ce ne vuole TANTA.

Aggiungo alcuni aspetti personali che guidano questa mia insensata passione

1.Low tech: ho per ora resistito alla tentazione di replicare ambienti difficilmente gestibili senza sistemi complicati, costosi e poco ecologici.

2. Autoctoni e reali: ricostruire ambienti della zona, e mescolare piante che stanno insieme anche in natura. Su questo ci si può molto aiutare usando i libri sulle oasi della zona oppure (ma è un po’ più complesso) la descrizione biotipo Corine / Natura 2000

3. Selezione Naturale: dando per scontato che l’ambiente è ben replicato, le piante che muoiono vuol dire che non erano adatte. su questo bisogna ovviamente fare attenzione che le cause di morte non siano dovute ad errori.

lamineto

Il lamineto è un’area di acqua bassa che è in prevalenza occupata dalle idrofite a foglie galleggianti. Oh beh potete anche vedere la definizione su Wikipedia.

La lista delle piante a foglia galleggiante europee radicanti o meno :

Museo di Storia naturale di Milano

Si, lo so perché ci torno: perché ci andavo da piccolo. Mbhe?
Ma cosa c’entrano le piante acquatiche?
Qualcosa si: amo anche le rappresentazioni idealizzate della natura.

A differenza di altri, mi piacciono anche – ma non solo – quelle. Come odio i prati verdi, anche gli stagnetti antropocentrici a forma di fagiolo con ninfea, pesce, typha e fontanella al centro. No ripensando

Questo diorama mi piace.

museo storia naturale

Montevecchia e valle del Curone

Scappatina nella Brianza (superedificata in malo modo, il viaggio è sempre un tormento) per vedere le famose Sorgenti Pietrificanti. La missione è fallita ma sono riuscito a vedere qualcosa di interessante lo stesso.

Uno stagno ben descritto e censito

stagno montevecchia curone

Dei fantastici animali ho visto solo ranocchie.

equiseto palustre

Un bellissimo e pelosissimo Equiseto Palustre che flirta con lo Scirpo

filipendula ulmaria

E alla fine l’inaspettato, mai visto:  la Filipendula Ulmaria! Senza Fiore ma dal verde intenso inconfondibile.

Tornerò!