acquario

Acquario autoctono

Dopo una moria nell’acquario autoctono, dovuta all’introduzione di terriccio probabilmente contaminato da sostanze tossiche (non certo biologiche perché faccio sempre bollire il terriccio), ecco l’acquario rinnovato.

Questa volta ho usato terriccio per acquari già fatto, lasciando depositare sul fondo foglie secche per gli animali

asellus ceratopyillum

Asello in spedizione sopra Ceratophillum demersum

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Aselli (Asellus aquaticus) in accoppiamento. Ma chi mai li ha fotografati? 🙂

physa

Physa sp. che nuota in superficie. Si vede bene la bolla d’aria di riserva. Ecco i Polmonati…

Per ora sono presenti anche:

  1. Ostracodi
  2. Cyclops
  3. Vari vermetti

Acquario civico di Milano

L acquario ha fatto uno sforzo a mio parere un po debole ma lodevole di rappresentare habitat italiani.

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http://www.acquariocivicomilano.eu/cms/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=43&id=59&Itemid=180

Un po debole perché molti habitat potrebbero essere  realizzati con più specie, in particolare per quanto riguarda le piante e i microrganismi. Avrei tante idee…
In uno stato di parziale abbandono e la parte esterna con vasche sui generis con o senza pesci.

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Alghe – battaglia persa

Il vero unico ostacolo alla conquista del mondo sono le alghe:

cos’ho imparato o immaginato, anche leggendo questo:

http://www.atlasbooks.com/marktplc/00388.htm

 

1. le alghe fanno concorrenza sleale. Nate nell’acqua qualche miliarduccio di anno prima delle piante, ne sanno una più del diavolo.

2. Secondo me il caldo le aiuta tantissimo. Non so se il caldo indebolisce le altre o cosa.

3. Sono infezioni. Una volta che le hai non te ne liberi più. Secondo me sono forti parassiti lasciano piccolissime celluline su tutte le piante animali e sassi e poi “fioriscono”.