balcone

Utricularia e Milano

La prima pianta acquatica che ho comprato, tanti anni fa, all’Orticola. Una delle mie preferite (io ho l’Utricularia australis, che si dice sia molto più facile da coltivare).

In provincia di milano ci sono due siti in cui sono presenti:

  1. Oasi le foppe (utricularia vulgaris)
  2. Parco delle Groane – Laghetto di Manuè (utricularia australis)

Research gate: Utricularia_vulgaris_L_e_Utricularia_australis_RBr_due_piante_carnivore_in_provincia_di_Milano

Ovviamente a parte il mio balcone!

La foto che segue l’ho scattata nel 2008 sul balcone est, ha fiorito solo l’anno dopo poi non sono più riuscito.

utricularia-australis-fiore-balcone

PS: il seguente articolo, di riconoscimento della specie delle Utricularie dal polline:

Pollen_morphology_of_European_bladderworts_Utricularia_L_Lentibulariaceae

di per sè poco utile all’amatore, ma che contiene una lista di siti italiani in cui si trovano le utricularie.

 

 

Morso di Rana – ibernacoli

Risalgono lentamente in superficie. Per me è ancora difficile fotografarli, ho provato prima nella vasca dove stanno, poi in vaschetta, poi su una foglia.

ibernacolihydrochatis in acquahydrocharis

Sembra che siano costituiti da foglie carnose e ovali che proteggono le gemme. Si vedono le aree vuote che consentono il galleggiamento.

Spero la prossima volta di migliorare le foto, farle ancora più definite e a fuoco. Ah è giusto aggiungere che sono lunghi circa 2 cm.

Sono piante dioiche, cioè hanno maschio e femmina (ulteriore complicazione!). Io certamente ho un solo sesso visto che sono generate tutte da una singola pianta; essendo tenute in una vaschetta piccola devono stare all’ombra se no bollirebbero alla prima giornata di sole.

Quindi non le riesco a vedere fiorite: e il sesso si distingue solo dal fiore…

 

 

Callitriche – arriccialacqua

Avrò già detto che una delle cose che mi hanno sempre fatto sognare delle piante acquatiche è la capacità di essere attive d’inverno e quella del forte grado di adattamento.

Sul mio balcone ho una bella Callitriche (di cui non conosco la specie, credo stagnalis) che d’inverno, meno soffocata dalle altre piante in riposo, fa bella mostra di sé.

callitriche arriccia acqua

Secondo la pubblicazione ENRICO BANFI E GABRIELE GALASSO, LA FLORA SPONTANEA DELLA CITTÀ DI MILANO ALLE SOGLIE DEL TERZO MILLENNIO E I SUOI CAMBIAMENTI A PARTIRE DAL 1700 nel comune di Milano ci sono (c’erano almeno fino agli anni 60) le seguenti specie:

  • Callitriche hamulata
  • Callitriche obtusangula
  • Callitriche palustris
  • Callitriche platycarpa
  • Callitriche stagnalis

E’ bellissimo vedere come usa la tensione superficiale dell’acqua vero? Assomiglia ai gerridi…

PS: della mia Callitriche avevo già parlato qui, Bei Tempi, in cui la davo  per definitivamente scomparsa nella mia vasca. Fortunatamente lei insieme alla Marsilea sono sopravvissute. La marsilea soffriva per l’ombra e l’ho ripescata e messa sul balcone ovest.

E’ un genere da cui è difficile distinguere le singole specie. Esiste un libro, che non ho, specializzato sulle Callitriche europee. Si dice che il riconoscimento sia basato sull’analisi al microscopio del polline…

Callitriche europe

I dettagli del libro sono i seguenti:

  • Water-Starworts Callitriche of Europe
  • RV Lansdown
  • ISBN-13: 978-0901158369
  • BSBI Handbook

Della stessa collezione esistono altri libri su piante acquatiche (Della Gran Bretagna però) dedicati alle specie a più difficile identificazione, della Botanical Society of Britain & Ireland

Eppur – la marsilea – si muove !

La mia adorata Marsilea Quadrifolia – non da oggi – piega in quattro le sue foglie tutte le sere, per poi riaprirle puntualmente al mattino.

Questo fenomeno che è più tipico nei fiori, meno tipico nelle foglie, almeno per la mia modesta esperienza. Non ho trovato molte informazioni su internet, ho scoperto una cosa incredibile, e cioè che questi movimenti – chiamati nictitropici o nittitropici – sono comuni ai trifogli; cioè è la trifoglitudine in qualche modo legata alla piegatura notturna (la marsilea è una felce, quindi morfologicamente simile ma geneticamente molto distante dall’acetosella. Tutto questo è descritto in

marsilea movimentoHo tentato alcune volte di riprendere il movimento; questo è il tentativo meglio riuscito:

riproverò seguendo il suggerimento del libro, cioè mettendola al buio di giorno, e aumentando la velocità di scatto (per ora ho usato 1 scatto al minuto).

Ho anche notato che le foglie si chiudono in caso di pioggia; non ho avuto mai la fortuna di vedere le foglie galleggianti e quindi non so come si comportano, immagino non si pieghino.

EDIT 5/10/2014: ho nascosto la marsilea nello sgabuzzino e poi messa in pieno sole per riprenderne la riapertura delle foglie. Il risultato è un pò migliore del precedente (scatto ogni 15″).