habitat

Guida pratica allo stagno sul balcone – 2 : obiettivi

prima cosa da fare è definire che ambiente riprodurre. E’ una scelta difficile. Le prime scelte sono le zone da riprodurre:

  1. area umida/palude (cioè piante con le radici perennemente nell’acqua) che è la più facile da realizzare, bastando dei vasi raggruppati in un sottovaso capiente. E’ meglio prima capire che piante mettere, seguendo i seguenti parametri:
    • sole / ombra (quasi tutte sono da sole comunque)
    • acidofile o altre: qui la questione è molto semplice: se uso massivamente l’acqua del rubinetto in una zona con acqua calcarea devo rendermi conto che il rabbocco nelle acidofile lo devo fare con acqua distillata.
    • dimensione di pianta e soprattutto radici per scegliere i vasi giusti
    • habitat, anche se io sono l’ho già detto per le piante rustiche della zona, quindi gli habitat applicabili non saranno poi tantissimi.
    • piante candidate alla cenosi nell’habitat scelto
  1. area “canneto/cariceto”: le piante escono direttamente dall’acqua, che ricopre la terra di pochi centimetri. La differenza per l’allestimento è notevole, visto che il “sottovaso” deve avere i bordi più alti dei vasi. I criteri di scelta sono gli stessi dell’area umida. Molto difficile reperire documentazione diretta che descrive se la pianta è di area umida o da canneto. sarà anche perché la realtà è che spesso negli stagni o paludi c’è una fluttuazione periodica del livello delle acque e le piante si trovano in vari stati.
  2. area Lamineto: possono essere un misto di piante sommerse, galleggianti con o senza radice. Va deciso se:
  • dedicarsi ad una singola specie o un gruppo
  • utilizzare specie galleggianti o radicanti (il recipiente sarà molto diverso)
  • acidofile o meno

Volendo si può realizzare anche in miniatura un ambiente che riproduce più di una zona.

 

Stagnoforming 2

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Con le piogge settembrine ritorna. Mi ha detto un biologo che tutte le piante acquatiche d’acqua dolce resistono alla siccità, perché sulla terraferma l’acqua non è mai scontata. Forse l’affermazione non è vera al 100%, ma ho avuto la speranza che lo fosse.

Purtroppo come si può notare confrontando le foto precedenti qualcuno è venuto a dare una pulita al marciapiede. a questo le piante acquatiche possono opporre ben poca resistenza…

approfondirò l’habitat delle pozze temporanee, che mi ha incuriosito all’Elba. C’è un bellissimo libro al riguardo scaricabile in pdf dal ministero dell’ambiente:

Quaderni Habitat n. 11 – Pozze, stagni e paludi. Le piccole acque, oasi di biodiversità

<!—-> Quaderni Habitat n. 11 – Pozze, stagni e paludi. Le piccole acque, oasi di biodiversità | Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
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