piante autoctone

Callitriche – arriccialacqua

Avrò già detto che una delle cose che mi hanno sempre fatto sognare delle piante acquatiche è la capacità di essere attive d’inverno e quella del forte grado di adattamento.

Sul mio balcone ho una bella Callitriche (di cui non conosco la specie, credo stagnalis) che d’inverno, meno soffocata dalle altre piante in riposo, fa bella mostra di sé.

callitriche arriccia acqua

Secondo la pubblicazione ENRICO BANFI E GABRIELE GALASSO, LA FLORA SPONTANEA DELLA CITTÀ DI MILANO ALLE SOGLIE DEL TERZO MILLENNIO E I SUOI CAMBIAMENTI A PARTIRE DAL 1700 nel comune di Milano ci sono (c’erano almeno fino agli anni 60) le seguenti specie:

  • Callitriche hamulata
  • Callitriche obtusangula
  • Callitriche palustris
  • Callitriche platycarpa
  • Callitriche stagnalis

E’ bellissimo vedere come usa la tensione superficiale dell’acqua vero? Assomiglia ai gerridi…

PS: della mia Callitriche avevo già parlato qui, Bei Tempi, in cui la davo  per definitivamente scomparsa nella mia vasca. Fortunatamente lei insieme alla Marsilea sono sopravvissute. La marsilea soffriva per l’ombra e l’ho ripescata e messa sul balcone ovest.

E’ un genere da cui è difficile distinguere le singole specie. Esiste un libro, che non ho, specializzato sulle Callitriche europee. Si dice che il riconoscimento sia basato sull’analisi al microscopio del polline…

Callitriche europe

I dettagli del libro sono i seguenti:

  • Water-Starworts Callitriche of Europe
  • RV Lansdown
  • ISBN-13: 978-0901158369
  • BSBI Handbook

Della stessa collezione esistono altri libri su piante acquatiche (Della Gran Bretagna però) dedicati alle specie a più difficile identificazione, della Botanical Society of Britain & Ireland

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Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta – Regione Veneto

Ho scoperto che il vivaio di piante autoctone del Veneto ha una particolare attenzione per le piante acquatiche o palustri.

Ha una lunga lista di piante disponibili:

Caltha palustris
Carex acuta
Carex acutiformis
Carex elata
Carex paniculata
Carex pendula
Carex pseudocyperus
Carex remota
Carex riparia
Carex sylvatica
Carex vulpina
Ceratophyllum demersum
Cladium mariscus
Euphorbia palustris
Hydrocharis morsus-ranae
Iris pseudacorus
Leucojum aestivum
Leucojum vernum
Ludwigia palustris
Myriophyllum spicatum
Oenanthe fistulosa
Plantago altissima
Ranunculus lingua
Sagittaria sagittifolia
Sanguisorba officinalis
Schoenoplectus lacustris
Senecio paludosus
Sium latifolium
Spirodela polyrhiza
Teucrium scordiu
Trapa natans
Typha laxmannii

Hanno anche due pubblicazioni relativamente alla rinaturalizzazione

Esempi di interventi di ripristino ambientale effettuati con l’utilizzo di piantine di specie igrofile ed acquatiche

Un esempio di stagno multifunzionale realizzato con l’impiego di materiale vegetale autoctono: il bacino idrico di emergenza del Centro di Montecchio Precalcino

Troverò il modo di andarci

Vivai piante autoctone

Acquistare piante acquatiche di origine selvatica non è facile. Ci si può rivolgere a particolari vivai specializzati. Di alcuni ho già parlato. Ecco l’elenco.

  • Vivaio Pro Natura di Rocca Brivio (MI) >Blog >Sito
  • Vivaio ERSAF della Regione Lombardia (Curno BG) >Blog >Sito
  • Vivaio Vita Verde vicino a Bologna – piante acquatiche limitate ad alberi ed arbusti >Blog >Sito
  • Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta Regione Veneto  (vicino a Vicenza) >Blog >Sito
  • Vivai forestali Regione Piemonte ad Albano Vercellese (VC) – piante acquatiche limitate ad alberi ed arbusti >Sito
  • Vivaio Flora Autoctona – provincia di Parma – piante acquatiche limitate ad alberi ed arbusti > Blog >Sito
  • Flora Conservation – a Pavia – una ventina di piante acquatiche > Sito
  • Botanika, Fiori spontanei – in val Brembana (Valbrembo BG) – ha una sezione specifica per piante acquatiche > Sito

Guida pratica allo stagno sul balcone – 1 : le linee guida

Prima parliamo delle linee guida:

1. Guardiamo a oriente: gran parte delle piante acquatiche ama il sole. Dove c’è acqua in linea generale non ci sono alberi, soprattutto se parliamo di stagni di una certa superficie. Il miglior compromesso tra luce e caldo è un balcone ad Est che ha il sole alla mattina. L’ordine potrebbe essere: Est, Ovest, Sud (ma bisogna prendere precauzioni), Nord.

2. Le dimensioni contano: maggiore è la superficie, maggiore è l’inerzia termica (le escursioni giorno/notte sono ridotte) e chimica (tamponamento e diluizione di eventuali squilibri temporanei). E poi alcune piante possono stare solo in spazi grandi. Secondo me sotto i 20 Litri può andare bene solo per un piccolo paludario.

3. La forma conta: la forma deve essere ben ragionata, dipende da cosa si vuole realizzare (palude o stagno e le piante scelte): da tenere presente il rapporto superficie volume che ha impatto su scambio gassoso, evaporazione, temperatura. Anche il colore conta, io suggerisco nero che ha il solo inconveniente di trattenere il calore, inconveniente a cui si può ovviare circondando il contenitore con una copertura areata.

4. No pesci: I pesci sono molto belli ma gli spazi su un balcone non sono compatibili con la loro presenza. Inoltre gli stagni in natura di solito sono privi di pesci, se sono presenti è è perché qualcuno li ha introdotti: quindi non si replicherebbe un sistema naturale.

5. Acqua ma anche terra:  fa da tampone, equilibra i contenuti chimici, nutre piante e animali. Ce ne vuole TANTA.

Aggiungo alcuni aspetti personali che guidano questa mia insensata passione

1.Low tech: ho per ora resistito alla tentazione di replicare ambienti difficilmente gestibili senza sistemi complicati, costosi e poco ecologici.

2. Autoctoni e reali: ricostruire ambienti della zona, e mescolare piante che stanno insieme anche in natura. Su questo ci si può molto aiutare usando i libri sulle oasi della zona oppure (ma è un po’ più complesso) la descrizione biotipo Corine / Natura 2000

3. Selezione Naturale: dando per scontato che l’ambiente è ben replicato, le piante che muoiono vuol dire che non erano adatte. su questo bisogna ovviamente fare attenzione che le cause di morte non siano dovute ad errori.

Gita a Rocca Brivio

Sono andato a visitare il Vivaio ProNatura, a Rocca Brivio. Quante piante!

Anche acquatiche…

Peccato che abbiano lo sfratto.

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Spirodela polirriza?

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Marsilea quadrifolia con forma galleggiante. Mai successo a me! Ho il sospetto che la mia non sia quadrifolia la mia ha le foglie più piccole e più scure. Indagherò

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Un bel Nannufaro, Nuphar luteum, che riesce a fiorire in una tinozza

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Last but not Least, La bellissima sagittaria sagittifolia, in fiore con questo fiore che sembra finto (bianco con centro violetto)

ho poi letto la lista delle piante acquatiche e palustri in vendita

Acquatiche
-Carex elata
-Carex flava
-Carex otrubae
-Carex pendula
-Carex pseudocyperus
-Carex sylvatica
-Cladium mariscus
-Juncus effusus
-Marsilea quadrifolia
-Sagittaria sagittifolia
-Typha minima
Palustri
-Allium angulosum

-Caltha palustris
-Gladiolus palustris
-Hibiscus palustris
-Hypericum tetrapterum
-Iris graminea
-Iris pseudacorus
-Iris sibirica
-Leucojum aestivum
-Lysimachia vulgaris
-Lythrum salicaria
-Senecio paludosum
-Solidago virga aurea
-Viola palustris