stagno

Dartmoor National Park (Inghilterra)

La mia visita in Inghilterra è stata molto fortunata dal punto di vista delle piante acquatiche. Ho visto alcune specie in Italia rarissime, probabilmente sono più comuni al Nord.

Le foto sono relative ad alcune pozze presenti nella brughiera:

Dartmoor - Lithrum Portula e Callitriche emersa

Callitriche sp. e Lithrum Portula parzialmente emersi

Dartmoor - Lithrum Portula e CallitricheCallitriche sp. e Lithrum Portula

Dartmoor - Lithtum Portula

Lithrum portula, primo piano

Dartmoor - Ranunculus flammula e Hydrocotile VulgarisRanunculus flammula e Hydrocotile Vulgaris

Dartmoor - Ranunculus flammula isolaIsoletta di (probabilmente) Ranunculus omiophyllus in inglese Moorland crowfoot, che in italia è presente solo al sud!

Dartmoor - Ranunculus Hederatus Callitriche Lithrum Portula

Ranunculus hederatus

Dartmoor - Ranunculus Hederatus focus Dartmoor - Ranunculus Hederatus

Callitriche sp

Dartmoor - Callitriche

Hydrocotyle vulgaris

Dartmoor - Hydrocotile vulgaris

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Trentino: Uno stagno

Sempre nella zona di San Martino di Castrozza, accade – camminando nel bosco – di imbattersi in piccole radure con in mezzo un piccolo stagno alpino (a circa 1500 metri di altitudine).

Quest’anno il tempo è stato conciliante anche con lo stagno, che è pieno anche in Agosto.

panoraminca riva

Una panoramica della riva mostra molto bene il susseguirsi ordinato delle piante.

splendide praterie di callitriche

Al centro delle bellissime praterie di Callitriche sp.

(difficile per quanto mi riguarda identificare la specie esatta, specialmente senza entrare e quindi disturbare lo stagno)

Tempo fa ho trovato una guida visuale su come riconoscere le specie di Callitriche : http://flora.garz.net/documents/Callitriche-K.htm

Alopecurus aequalis

Una invasione di Alopecurus aequalis. Splendido.

scirpus sylvatica

Più indietro, Scirpus sylvaticus in fiore

girino primo piano

Un girino che mi guarda stupito.

gerridi si riposano su foglia

Gerridi che si riposano su foglie di Jacobaea alpina, che popola l’area umida retrostante.

 

Guida pratica allo stagno sul balcone – 2 : obiettivi

prima cosa da fare è definire che ambiente riprodurre. E’ una scelta difficile. Le prime scelte sono le zone da riprodurre:

  1. area umida/palude (cioè piante con le radici perennemente nell’acqua) che è la più facile da realizzare, bastando dei vasi raggruppati in un sottovaso capiente. E’ meglio prima capire che piante mettere, seguendo i seguenti parametri:
    • sole / ombra (quasi tutte sono da sole comunque)
    • acidofile o altre: qui la questione è molto semplice: se uso massivamente l’acqua del rubinetto in una zona con acqua calcarea devo rendermi conto che il rabbocco nelle acidofile lo devo fare con acqua distillata.
    • dimensione di pianta e soprattutto radici per scegliere i vasi giusti
    • habitat, anche se io sono l’ho già detto per le piante rustiche della zona, quindi gli habitat applicabili non saranno poi tantissimi.
    • piante candidate alla cenosi nell’habitat scelto
  1. area “canneto/cariceto”: le piante escono direttamente dall’acqua, che ricopre la terra di pochi centimetri. La differenza per l’allestimento è notevole, visto che il “sottovaso” deve avere i bordi più alti dei vasi. I criteri di scelta sono gli stessi dell’area umida. Molto difficile reperire documentazione diretta che descrive se la pianta è di area umida o da canneto. sarà anche perché la realtà è che spesso negli stagni o paludi c’è una fluttuazione periodica del livello delle acque e le piante si trovano in vari stati.
  2. area Lamineto: possono essere un misto di piante sommerse, galleggianti con o senza radice. Va deciso se:
  • dedicarsi ad una singola specie o un gruppo
  • utilizzare specie galleggianti o radicanti (il recipiente sarà molto diverso)
  • acidofile o meno

Volendo si può realizzare anche in miniatura un ambiente che riproduce più di una zona.

 

Guida pratica allo stagno sul balcone – 1 : le linee guida

Prima parliamo delle linee guida:

1. Guardiamo a oriente: gran parte delle piante acquatiche ama il sole. Dove c’è acqua in linea generale non ci sono alberi, soprattutto se parliamo di stagni di una certa superficie. Il miglior compromesso tra luce e caldo è un balcone ad Est che ha il sole alla mattina. L’ordine potrebbe essere: Est, Ovest, Sud (ma bisogna prendere precauzioni), Nord.

2. Le dimensioni contano: maggiore è la superficie, maggiore è l’inerzia termica (le escursioni giorno/notte sono ridotte) e chimica (tamponamento e diluizione di eventuali squilibri temporanei). E poi alcune piante possono stare solo in spazi grandi. Secondo me sotto i 20 Litri può andare bene solo per un piccolo paludario.

3. La forma conta: la forma deve essere ben ragionata, dipende da cosa si vuole realizzare (palude o stagno e le piante scelte): da tenere presente il rapporto superficie volume che ha impatto su scambio gassoso, evaporazione, temperatura. Anche il colore conta, io suggerisco nero che ha il solo inconveniente di trattenere il calore, inconveniente a cui si può ovviare circondando il contenitore con una copertura areata.

4. No pesci: I pesci sono molto belli ma gli spazi su un balcone non sono compatibili con la loro presenza. Inoltre gli stagni in natura di solito sono privi di pesci, se sono presenti è è perché qualcuno li ha introdotti: quindi non si replicherebbe un sistema naturale.

5. Acqua ma anche terra:  fa da tampone, equilibra i contenuti chimici, nutre piante e animali. Ce ne vuole TANTA.

Aggiungo alcuni aspetti personali che guidano questa mia insensata passione

1.Low tech: ho per ora resistito alla tentazione di replicare ambienti difficilmente gestibili senza sistemi complicati, costosi e poco ecologici.

2. Autoctoni e reali: ricostruire ambienti della zona, e mescolare piante che stanno insieme anche in natura. Su questo ci si può molto aiutare usando i libri sulle oasi della zona oppure (ma è un po’ più complesso) la descrizione biotipo Corine / Natura 2000

3. Selezione Naturale: dando per scontato che l’ambiente è ben replicato, le piante che muoiono vuol dire che non erano adatte. su questo bisogna ovviamente fare attenzione che le cause di morte non siano dovute ad errori.

Montevecchia e valle del Curone

Scappatina nella Brianza (superedificata in malo modo, il viaggio è sempre un tormento) per vedere le famose Sorgenti Pietrificanti. La missione è fallita ma sono riuscito a vedere qualcosa di interessante lo stesso.

Uno stagno ben descritto e censito

stagno montevecchia curone

Dei fantastici animali ho visto solo ranocchie.

equiseto palustre

Un bellissimo e pelosissimo Equiseto Palustre che flirta con lo Scirpo

filipendula ulmaria

E alla fine l’inaspettato, mai visto:  la Filipendula Ulmaria! Senza Fiore ma dal verde intenso inconfondibile.

Tornerò!