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Val Masino – aree umide

Anche se viste frettolosamente, la Val Masino ha delle bellissime aree umide, probabilmente date dalla geologia del luogo. Mi riprometto di tornarci in futuro per il solo scopo di guardare queste aree con maggiore dettaglio.

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Eriophorum vaginatum – Pennacchi guainati

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Stellaria alpina

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Pinguicula sp. ( leggo su questo sito Pollen morphology of alpine butterworts che in val Masino c’è la Pinguicola leptoceras però sarà più probabilmente vulgaris, alpina non credo perchè ha le foglie più a punta )

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Trichophorum caespitosum – Tricoforo cespuglioso

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da identificare

bdr

Sfagno (Sphagnum sp.). C’è un’altra pianta che sembra Idrocotyle vulgaris (ma non è).

bdr

Parnassia palustris

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Da identificare

bdr

Rumex sp.

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Thelypteris palustris credo.

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Da identificare

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Da identificare

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Astrantia minor

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Sembra Trifoglio fibrino. Ma non è di certo, cercherò di capire ma non sarà facile.

bty

Beh l’acqua che scava il famoso granito locale. Lo chiamo granito ma è certamente qualcosa di diverso.

bdr

Da identificare (sarà dura)

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Cirsium palustre

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Saxifraga aizoides

Balcone palustre

L’anno scorso l’ibisco palustre non ha fatto fiori, perché ha passato l’inverno in casa. In realtà non fatto proprio niente: è un arbusto strano, fa dei getti annuali di circa 1-1,2 metri che poi muoiono completamente e rinascono in primavera, la mancanza di sonno invernale deve averlo scombussolato.

Quest’anno tutto è ripartito alla grande, ecco il risultato:

hybiscus palustris 2018

il fiore è davvero grande, dura solo una giornata. Ritengo comunque di avere la varietà “botanica”; certamente il concime che ho versato in primavera avrà dato il suo contributo

Le radici vanno tenute costantemente nell’acqua, uso un vaso con coprivaso: l’acqua assorbita quotidianamente è impressionante.

Sul balcone si trova bene, anche se dà l’impressione di essere pianta vigorosa che avrebbe bisogno di più terra per espandersi; è stato attaccato da qualche parassita ma senza farlo soffrire troppo.

 

Nutrire le Physa

Il mio acquario autoctono soffre sempre di equilibrio precario. In questo momento si possono vedere gli immancabili ostracodi, gastrotrichi, appunto le Physa. Nessuna traccia invece degli aselli, nè dei cyclops.

Per tenere l’ambiente ricco di nutrienti, periodicamente inserisco foglie di Ontano che ho surgelato, lievito secco fatto rinvenire in acqua e granuli di lievito.

Da un po’ noto che anche Physa sono più piccole e gracili, non so il motivo. Per i rabbocchi ho cominciato a sostituire l’acqua normale a quella distillata.

ho cercato qualche integrazione. Mi sembra che la crosta di pancarrè sia gradita. anche dagli ostracodi, quei piccoli puntini verdi che si vedono attaccati.

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Nymphaea Tetragona

Tetragona

Ho comprato su Internet una Ninfea Tetragona; è per un regalo. E’ arrivata in buono stato e anche fiorita! Vedo un piccolo esemplare isolato vediamo se riesco a farlo crescere.

In teoria è una specie che seppur piccola è selvatica (immagino che quella che ho io sia botanica e quindi che anche in natura sia piccola, ma non ho certezze) .

E’moderatamente in pericolo, ed è presente anche in europa (in realtà solo in Finlandia) Red List Nymphaea Tetragona

 

 

 

 

 

 

 

Utricularia 2018

Dopo tanti anni di felice allevamento (sì, perché le piante carnivore vengono considerate un po’ animali) purtroppo, forse per un errore mio, le ho perse quasi tutte.

Ne sono rimaste alcune in una vasca in semi-ombra, insieme a callitriche, chara e hidrocotyle. Strano equilibrio.

utricularia 2018

Ecco una foto primaverile dell’amata Utricularia australis

Orticola 2018

Come da tanti anni vado all’orticola, dove ho iniziato la mia avventura con le piante acquatiche sul balcone, con la prima ninfea e l’utricularia.

Ho ricomprato l’utricularia, a dire del vivaista u. vulgaris. Io credo di no, sarà australis. Spero che non mi muoia come l’anno scorso…

Ninfea

Avevo comprato la Potentilla anserina tempo fa. Mi è poi morta. Non sono mai stato convinto sia una pianta acquatica.

Si può anche trovare Veronica beccabunga, non pensavo che qualcuno avesse il “coraggio” di venderla. L’abbiamo acquistata.

Come al solito ho comprato due piante autoctone anche se non acquatiche:

Clematis viticella L.

Rosa pimpinellifolia L.